Sono affascinato da quello che sta accadendo dopo le 2 manifestazioni tenutesi a Roma il 12 Maggio.
La manifestazione del Family Day a Piazza S. Giovanni ha raccolto tra le 500.000 e il milione di persone, quella del Coraggio Laico tra le 12.000 e le 20.000 persone a Piazza Navona.
Impressiona la differenza numerica certamente, il rapporto tra i due popoli parte da un minimo di 25 a 1 fino a un massimo di 50 a 1 (secondo alcune stime si potrebbe arrivare anche a 75 a 1).
Ma ciò che più impressiona è quello che sta accadendo, il post manifestazione. Mi sono letto un po' di giornali, post di fainotizia, vari blog ecc.
Nessuno riporta gli interventi che sono stati fatti al family day. Cercherò di recuperarli e scriverli qui da qualche parte.
Tutti sminuiscono il family day in varie maniere, i più furbi girando la questione sulla politica (DICO, partecipazione e affermazioni dei politici che hanno partecipato) i meno furbi facendo dei paragoni economici relativi alle due manifestazioni e alla loro organizzazione oppure criticando il clima da pellegrinaggio più che da manifestazione oppure si appellano ai media e alla loro parzialità (il family day è stato trasmesso su SAT2000 perchè alla RAI non volevano saperne) oppure semplicemente ripetendo "fascisti, fascisti, fascisti".
Beh questo vuol dire che mediamente sono tutti molto innervositi dalla riuscita del family day, probabilmente non se lo aspettavano i professionisti-delle-manifestazioni-di-piazza di essere surclassati da mamme, bambini e parrocchiani vari.
D'altra parte nel suo confuso discorso Pannella lo ha ricordato che come sempre i radicali erano soli. Soli e pochi molto pochi, troppo pochi per non rafforzare il dubbio che l'interesse reale per questo tipo di legislazione sia per un esiguo numero di coppie e che effettivamente esista una lobby che spinge in una direzione che è opposta a quella desiderata dalla massa del popolo.
Ma il punto fondamentale non è comunque messo in evidenza da nessuno LA FAMIGLIA E' VIVA E FECONDA, è l'asse portante dell'intero sistema economico e del tessuto sociale. Non è un residuato bellico, un istituto medioevale e anacronistico, non è una roba da vecchiette, non è un Frankenstein riportato in vita artificialmente da preti e Vaticano. Ci sono i numeri lì a dimostrarlo insieme alla gioia espressa e soprattutto alle testimonianze rese (che nessuno riporta).
Incredibile la famiglia, anche se attaccata in ogni modo, esiste ancora ed è forte.
A me dei DICO non me ne frega niente ma sarebbe ora che chi parla di ipocrisia da Piazza Navona si sciacquasse la bocca untuosa, chi predica contro l'ipocrisia dovrebbe almeno far finta di non essere ipocrita. Ma nell'altra piazza le ipocrisie erano due: la copertura dietro ai DICO (come dietro ai PACS in Francia) della protezione attraverso legge dello Stato (invece che attraverso il diritto comune) delle coppie omosessuali (in questo preferisco l'Arcigay che almeno odia candidamente la Chiesa e ha manifestato le vere intenzioni dietro a DICO, PACS ecc.: matrimonio tra omosessuali e adozione per le coppie omosessuali e chi parla di scontro faccia prima i conti con i suoi Cecchi Paone) e il nome della manifestazione "Orgoglio Laico".
Nella manifestazione di piazza Navona non c'è nulla di laico. Primo il termine laico è riferibile unicamente a chi crede in quanto per laico si intende coloro che, all'interno della Chiesa non hanno l'ordine sacro. Il termine laico viene quindi utilizzato in maniera errata. Meglio sarebbe stato orgoglio ateo oppuro orgoglio anticlericale non so ma sicuramente non orgoglio laico. E' inutile fingere ipocritamente meglio professare apertamente il proprio odio per la Chiesa e per tutto quello che rappresenta invece che appropiarsi di termini e piegarli alle proprie esigenze.
Un ultima nota più strettamente legata a temi religiosi. Moltissime delle famiglie di piazza S. Giovanni sono famiglie cattoliche famiglie sposate in chiesa. La testimonianza che esse rendono a tutti è che è possibile un amore che dura per tutta la vita un amore che parte dagli uomini e trova compimento in Dio, un amore tra due essere radicalmente differenti come l'uomo e la donna. E' POSSIBILE, chi è stato a S. Giovanni l'ha potuto vedere, toccare, sperimentare.
T
Blog di informazione. Il nome è di derivazione Tolkieniana ed è uno dei tanti nomi attribuiti a Gandalf dai popoli della terra di mezzo. Il proposito è, per quanto possibile, di fornire uno sguardo critico sui fatti che accadono ma in un ottica di speranza.
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14 maggio 2007
13 aprile 2007
Family Day | Roma Pride 2007 - un confronto
E' stato pubblicato il programma del Roma Pride 2007, la manifestazione pensata come antagonista al Family Day.
Mi interessa riportare in parallelo le differenti visioni culturali e lessicali dei due eventi.
Forum Famiglie vs. Roma Pride 2007
Dal punto di vista ontologico le posizioni differiscono essenzialmente sull'origine della famiglia.
Il Forum delle Famiglie sostiene che la famiglia, oltre a essere:
quindi la famiglia è un'istituzione naturale.
Per il Roma Pride 2007 (magari quello 2008 sosterrà qualche altra cosa ancora) invece:
la famiglia è un prodotto culturale (ossia in fondo una mera convenzione).
Naturalmente come in tutti gli scontri che si rispettino i due principi sono diametralmente opposti l'uno all'altro e quindi inconciliabili.
A mio avviso il buon senso di qualunque essere umano non può portare ad altro risultato che non a quello per il quale il modello di famiglia che siamo abituati a vedere nella natura, un uomo, una donna e la loro prole è l'unico modello di famiglia possibile per la specie umana per il semplice e inoppugnabile motivo per cui in natura non esiste un altro modo in cui la specie umana possa riprodursi e non è mai esistito (se non in misura talmente marginale da poter essere considerato devianza) un modello realmente alternativo. Tutto questo a prescindere dalle epoche e dalle diverse culture.
Appare quindi inevitabile che la famiglia esista prima e al di là della cultura.
Il documento Roma Pride 2007 è da questo punto di vista imbarazzante per chiunque cerchi di indagare con l'intelletto le realtà visibili. L'argomento supremo usato nel manifesto secondo il quale le vite di omosessuali e transgender sarebbero la prova provata che la famiglia è un fatto meramente culturale sono a dir poco prive di qualsiasi fondamento logico.
Per rendere evidente l'assurdità dell'affermazione trasportiamola in un ambito diverso e testiamone la validità.
Supponiamo per puro amore di discussione che domani ci venga proposta la "famiglia" pedofila (etero e omosessuale per par condicio), tale "famiglia" sarebbe meritevole di essere accolta nel nostro ordinamento giuridico tanto quanto i DICO sulla base della inoppugnabile motivazione che la vita dei pedofili (ma solo quelli che hanno bambini consensienti alle loro perversioni) sarebbe l'epifania che ci rivela che la pedofilia non è contro natura ma è la cultura che la rende tale.
Un'altra notazione interessante riguarda il fatto che mentre per le associazioni gay-lesbo&transgender la famiglia è un portato culturale perchè il fatto che io oggi voglio una famiglia diversa lo dimostra, l'omosessualità maschile e femminile non è un fatto culturale, NO, questo invece è scritto nella natura!!!
Tale discrepanza nelle posizioni dimostra a mio avviso che in realtà a tali associazioni poco importa del fatto che la famiglia sia naturale o culturale e lo stesso dicasi per le tendenze sessuali personali. L'unica cosa che conta è trovare un modo per legalizzare le proprie pulsioni, qualsiasi esse siano. Ieri era sotto attacco la normalità eterosessuale e il grimaldello usato era il fondare l'omosessualità nella natura, oggi è sotto attacco la normalità della famiglia e il grimaldello usato e la famiglia come portato della cultura. Domani sarà l'inviolabilità dei bambini e per la profanazione di quel santuario useranno un altro grimaldello, uno qualsiasi anzi il più adatto che lo Stato laico sarà pronto a mettergli a disposizione.
Naturalmente quando i tempi saranno maturi, quando le devianze delle persone saranno state coccolate e nutrite a sufficienza attraverso i media, internet, e soprattutto attraverso quel meccanismo perverso proprio del peccato a causa del quale più ti nutri di esso e più hai fame, una fame senza fine, specchio del fuoco inestinguibile che rappresenta l'inferno.
Chiunque sia cristiano sa che ci sono delle tendenze di vario genere suggritegli dal demonio e che tali tendenze occorre combattere con tutte le proprie energie, morali, spirituali, intellettuali e fisiche perchè se ad esse si da seguito ci si trova ben presto preda della ruggine e della tignola che consumano e corrompono sempre più rapidamente i "piaceri" illusori che tali tendenze procurano.
Oggi queste tendenze le vogliamo rendere legge dello stato.
Prossime tendenze in rampa di decollo: legalizzare il suicidio terapeutico e poi quello "semplice" (tendenza al suicidio), legalizzare l'adozione per le coppie omosessuali.
Il limite sono solamente i propri desideri e la propria fantasia, meglio se devianti e supportati da forti lobby.
Volere è Potere ma solo se Potere vuole che lo sia!
T
Mi interessa riportare in parallelo le differenti visioni culturali e lessicali dei due eventi.
Forum Famiglie vs. Roma Pride 2007
Dal punto di vista ontologico le posizioni differiscono essenzialmente sull'origine della famiglia.
Il Forum delle Famiglie sostiene che la famiglia, oltre a essere:
"un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle
persone e della comunità sociale" e "fondata sull’unione stabile di un uomo e
una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale" é "cellula
naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde
della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale"
quindi la famiglia è un'istituzione naturale.
Per il Roma Pride 2007 (magari quello 2008 sosterrà qualche altra cosa ancora) invece:
Le nostre vite (quelle di omosessuali e transgender n.d.a.) sono un fatto dirompente perché svelano che non esiste una
famiglia “naturale”, ma che le famiglie sono un fatto culturale.
la famiglia è un prodotto culturale (ossia in fondo una mera convenzione).
Naturalmente come in tutti gli scontri che si rispettino i due principi sono diametralmente opposti l'uno all'altro e quindi inconciliabili.
A mio avviso il buon senso di qualunque essere umano non può portare ad altro risultato che non a quello per il quale il modello di famiglia che siamo abituati a vedere nella natura, un uomo, una donna e la loro prole è l'unico modello di famiglia possibile per la specie umana per il semplice e inoppugnabile motivo per cui in natura non esiste un altro modo in cui la specie umana possa riprodursi e non è mai esistito (se non in misura talmente marginale da poter essere considerato devianza) un modello realmente alternativo. Tutto questo a prescindere dalle epoche e dalle diverse culture.
Appare quindi inevitabile che la famiglia esista prima e al di là della cultura.
Il documento Roma Pride 2007 è da questo punto di vista imbarazzante per chiunque cerchi di indagare con l'intelletto le realtà visibili. L'argomento supremo usato nel manifesto secondo il quale le vite di omosessuali e transgender sarebbero la prova provata che la famiglia è un fatto meramente culturale sono a dir poco prive di qualsiasi fondamento logico.
Per rendere evidente l'assurdità dell'affermazione trasportiamola in un ambito diverso e testiamone la validità.
Supponiamo per puro amore di discussione che domani ci venga proposta la "famiglia" pedofila (etero e omosessuale per par condicio), tale "famiglia" sarebbe meritevole di essere accolta nel nostro ordinamento giuridico tanto quanto i DICO sulla base della inoppugnabile motivazione che la vita dei pedofili (ma solo quelli che hanno bambini consensienti alle loro perversioni) sarebbe l'epifania che ci rivela che la pedofilia non è contro natura ma è la cultura che la rende tale.
Un'altra notazione interessante riguarda il fatto che mentre per le associazioni gay-lesbo&transgender la famiglia è un portato culturale perchè il fatto che io oggi voglio una famiglia diversa lo dimostra, l'omosessualità maschile e femminile non è un fatto culturale, NO, questo invece è scritto nella natura!!!
Tale discrepanza nelle posizioni dimostra a mio avviso che in realtà a tali associazioni poco importa del fatto che la famiglia sia naturale o culturale e lo stesso dicasi per le tendenze sessuali personali. L'unica cosa che conta è trovare un modo per legalizzare le proprie pulsioni, qualsiasi esse siano. Ieri era sotto attacco la normalità eterosessuale e il grimaldello usato era il fondare l'omosessualità nella natura, oggi è sotto attacco la normalità della famiglia e il grimaldello usato e la famiglia come portato della cultura. Domani sarà l'inviolabilità dei bambini e per la profanazione di quel santuario useranno un altro grimaldello, uno qualsiasi anzi il più adatto che lo Stato laico sarà pronto a mettergli a disposizione.
Naturalmente quando i tempi saranno maturi, quando le devianze delle persone saranno state coccolate e nutrite a sufficienza attraverso i media, internet, e soprattutto attraverso quel meccanismo perverso proprio del peccato a causa del quale più ti nutri di esso e più hai fame, una fame senza fine, specchio del fuoco inestinguibile che rappresenta l'inferno.
Chiunque sia cristiano sa che ci sono delle tendenze di vario genere suggritegli dal demonio e che tali tendenze occorre combattere con tutte le proprie energie, morali, spirituali, intellettuali e fisiche perchè se ad esse si da seguito ci si trova ben presto preda della ruggine e della tignola che consumano e corrompono sempre più rapidamente i "piaceri" illusori che tali tendenze procurano.
Oggi queste tendenze le vogliamo rendere legge dello stato.
Prossime tendenze in rampa di decollo: legalizzare il suicidio terapeutico e poi quello "semplice" (tendenza al suicidio), legalizzare l'adozione per le coppie omosessuali.
Il limite sono solamente i propri desideri e la propria fantasia, meglio se devianti e supportati da forti lobby.
Volere è Potere ma solo se Potere vuole che lo sia!
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