In trasmissione oltre ad Augias e Mentana abbiamo la Nirenstein, Cunotti e Luzatto.
Premetto che non ho letto il libro e che quindi tutto quello che scrivo si basa appunto più su un'intuizione che su altro (per una critica del libro JaC si è immolato e lo sta leggendo tutto poveraccio!)
La tesi di fondo del libro di Augias è la seguente: "Gesù è Ebreo non Cristiano" (vedi qui).
In sé per sé non è una gran novità, chiunque sia un cattolico non di primo pelo conosce perfettamente tale lapalissiana verità.
Gesù non è Cristiano per l'inoppugnabile motivazione che il Cristianesimo nasce dopo la morte e resurrezione di Gesù che la parabola della sua esistenza è il nucleo vivente attorno al quale ruota la nascita della Chiesa. Queste argomentazioni seguono semplicemente il buon senso e chiunque è in grado di comprenderle ma evidentemente il buon senso non è sufficiente ai due studiosi che invece procedono illuminati dal loro ragionamento rigoroso:
In realtà Gesù sarebbe stato soltanto ebreo e lo sarebbe stato totalmente:
«La novità, un’importante novità, verificatasi nell’ultimo mezzo secolo di studi
biblici, è stata proprio il recupero, la riscoperta dell’ebraicità di Gesù,
laddove in precedenza l’antiebraismo cristiano tendeva a farne addirittura un
critico della religione ebraica» (p. 24). A dire il vero «non c’è una sola idea
o consuetudine, una sola delle principali iniziative di Gesù che non siano
integralmente ebraiche [...]. Tutti i concetti fondamentali espressi da Gesù
sono ebraici: il regno di Dio e la redenzione, il giudizio finale, l’amore per
il prossimo. Egli crede come un ebreo fariseo alla risurrezione dei corpi e non
come un greco solo all’immortalità dell’anima [...]. Ritiene di essere stato
inviato da Dio a predicare solo agli ebrei e non ad altri» (p. 26 s). Gesù
rispettava alla lettera le prescrizioni della Torah, comprese quelle riguardanti
gli alimenti. «Sono i cristiani dopo di lui che le hanno trascurate» (p. 28).
Come ogni «ebreo religioso» Gesù pregava. Perciò, «Gesù è un uomo ebreo che non
si sente identico a Dio. Non si prega Dio se si pensa di essere Dio» (p. 28).
Gesù ha insegnato il Padre nostro: ma questa preghiera «non ha nulla di
cristiano. Qualsiasi ebreo religioso la potrebbe recitare senza doversi per
questo convertire al cristianesimo. In questa preghiera Gesù non è mai nominato.
Egli non ha alcuna funzione nella salvezza dell’umanità» (p. 30). Invece i
cristiani hanno visto in Gesù un essere soprannaturale, col quale ci si deve
mettere in rapporto per ricevere la salvezza. «Gli storici contemporanei al
contrario vedono in Gesù un uomo e sono quindi in grado di riscoprire anche la
sua ebraicità» (p. 30)
Ecco qui la scientificità ragionante inzia a deviare dalle percezioni di qualunque cattolico che si professi tale ma credo anche dalle scoperte scientifiche di studiosi degni di questo nome.
Gesù non è Ebreo è totalmente Ebreo, anzi la mia impressione è che debba essere solamente ebreo!
Credo che l'operazione che si sta tentando di fare sia esattamente quella di ridurre Gesù ad essere solamente un uomo, anche se un uomo del popolo eletto e quindi più che un uomo ma in ogni caso sicuramente non Dio.
Ecco le inevitabili conclusioni:
«Gesù è insieme un mistico e un grande sognatore religioso, che cerca di
collocare la giustizia al centro del mondo» (p. 62). C’è dunque «una differenza
fondamentale, direi una discontinuità: se vogliamo un tradimento del
cristianesimo rispetto a Gesù» (p. 68).
Ed ecco qui la mirabile trasformazione, il cristianesimo ha nascosto le origini ebraiche di Gesù perchè solo in questo modo ne ha potuto tradire il messaggio che invece era esattamente quello ebraico, mettere al centro la giustizia in questo mondo.
Pensare che il nostro inutile buon senso ci direbbe che questo è esattamente il peccato della folla (la nostra mente scientifica suggerisce: anch'essa di ebrei non lo scordiamo) che chiede Barabba al posto di Gesù, che preferisce una giustizia di questo mondo al Regno che non è di questo mondo.
Il nostro puerile buon senso obietterebbe anche che gli attacchi di Gesù ai farisei sono memorabili (per quanto una critica sicuramente svolta dall'interno e quindi costruttiva, non certo distruttiva) e che varie volte i diversi attori delle classi illuminate dell'ebraismo lo vogliono lapidare o uccidere (e l'ultima di queste volte gli riesce!) segno che probabimente la sua ebraicità aveva qualche cosa che andava oltre l'ortodossia potremmo dire che c'erano alcune divergenze tra i "totalmente" ebrei e Gesù.
I due autori tentano un'operazione chirurgica impossibile (quella di separazione del Gesù "storico" da quello cristiano) per di più con un machete intellettuale fazioso.
Il mio buon senso non è per niente soddisfatto dalla spiegazione che "qui non si parla del Gesù della fede" perchè questa separazione è artificiale e del tutto arbitraria ed è la definirei anche "pubblicità ingannevole" perchè sotto la finta pecora di una non belligeranza (l'affermato disinteresse verso un "aspetto" di Gesù evidentemente ritenuto marginale) si nasconde il vecchio lupo di un attacco frontale alla Chiesa tanto più pericoloso quanto più si professa innocuo.
Naturalmente ci sono molti passi della scrittura che testimoniano delle cose differenti da quanto riferito nel libro ma è proprio questo il punto interessante. Qui si può giocare a piacimento, è sufficiente attribuire la patente di "non storicità" a tutto quello che nega l'ebraicità e la totale umanità del Cristo.
Tesi finale del Libro (ovviamente come da me interpretata): "Il Gesù storico non è quello che si legge nei vangeli Cristiani, quello è un Gesù già vestito di una serie di pensieri/idee attribuitegli dai suoi seguaci in virtù della loro fede, una fede che sia ben chiaro, a noi non interessa, ma che per sue necessità di coerenza stravolge tradendola la figura stessa di Cristo che è e rimane solamente un pio ebreo ortodosso!"
Alcune tesi "corollario" sono: rapporti “omosessuali” tra i discepoli di Gesù, Gesù taumaturgo, Gesù non è risorto,
Egli si sottomette a una morte atroce, perché così vuole Dio ma non sa
perché. Gesù è un «uomo solo», che prega Dio affinché gli riveli che cosa deve
fare
Gesù è in buona sostanza l'ebraismo di oggi, una religione senza messia e senza prospettive verso un "Regno che non è di questo mondo", una religione che vive per grazia di Dio ma che si è negata l'accesso alla fonte della Vita, una religione per cui il ritorno a Dio corrisponde al ritorno ad una locazione geografica in cui instaurare la giustizia (e che giustizia!!!).
Ma l'operazione che sta tentando Augias (che a Matrix ha fatto outing dichiarando di essere ebreo) è una vecchia operazione, quella di strappare a Gesù la propria divinità per lasciare di Lui solamente l'uomo, magari anche un uomo eccezionale, straordinario ma solo un uomo.
L'ebraismo di 2000 anni fa ha rifiutato la possibilità che Dio (che aveva camminato in mezzo al popolo nel deserto) potesse camminare in mezzo al suo popolo come uno del suo popolo. Ha rifiutato lo "straordinario" di Dio. Augias oggi non si comporta diversamente porta ancora il velo e "miagola nel buio".
"E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza" noi predichiamo Cristo e Cristo Crocifisso scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani. Come vedete non è cambiato nulla.
T
7 commenti:
Come sempre si appoggiano ad una tesi semi storica per attaccare la Chiesa. Oltretutto: Gesu' era ebreo....Ma vah. Scherzi a parte Gesu' non solo era un Ebreo ma era un pio ebreo osservante della legge. Ma come lui stesso dice"non sono venuto ad abolire la legge ma a darle compimento"Mt 5,17 Questo perchè, perchè la legge per gli Ebrei era la manifestazione di Dio, un cammino. e Gesu' è venuto a manifestare questa legge questo cammino in terra, a manifestare Dio in terra, andando pero' oltre la mera osservanza della legge. Gesu' è risorto, e senza questo tassello l'analisi fatta da Augias rimane incompleta non analizzando il fenomeno(in termine scientifico)nella sua interezza. Non ha dimostrato nulla di nuovo e ha cercato di scardinare i pilastri della chiesa con un grimaldello spuntato....e mentre i greci cercano la sapienza....noi predichiamo Cristo e Cristo crocifisso...
Piccola precisazione, il libro "Pasque di sangue" è stato scritto da Ariel Toaff(e non Ariel Sharon)
Ciao FLAVIA!!!
Credo sia stato un lapsus!
Ora è corretto!!!
T
Il fatto che all'epoca di Gesù esistessero "sette" che predicavano l'amore al nemico e la resurrezione dai morti, come anche la presenza di profeti che si proclamavano divinità è chiaramente attestato nei documenti pervenuti a Qumran. Dico questo perchè, senza stare a scomodare l'ignoranza di Augias, vorrei che non si avesse paura della Storia: essa, come ha sempre sostenuto la tradizione, supporta e conferma l'evento divino che vi si svolge. Vorrei ancora una volta suggerire una riflessione: cosa si impara da un Augias, un Mentana o peggio ancora un Santoro? Sono solo dei mentecatti, o possiamo vedere in loro la manifestazione di un pensiero frequente di questi tempi?che cioè, l'uomo può ESSERE senza Dio. Tale affermazione è per me certamente falsa e per la diffusione di quella che io chiamo Cultura vorrei ricordare la fine che ha fatto Pilato ne "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov.
Ulisse
Great work.
come al solito l'ignoranza apre la strada all'arroganza. Intervento tremendo il tuo, anche se non l'ho letto ma tanto fa lo stesso.
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